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7° Raduno Settore Survival CSEN

7° RADUNO SETTORE SURVIVAL CSEN 2017

25-26 novembre in Toscana

Località Granaione – Campagnatico (GR)

Programma

Arrivo al laboratorio entro le ore 9,30

Ore 10,00 inizio attività di archeologia sperimentale: fuoco e la sua gestione, conservazione e mantenimento, costruzione di un coltello in selce e materiali affini.

Pausa pranzo

Ore 14,30

Armi preistoriche : costruzione e prove balistiche di archi e propulsori; prova di gettata di giavellotti e costruzione di fionde e di arco fionda .

Prova sperimentale di tiro al cinghiale con arco e frecce preistoriche, analisi delle tracce d’impatto sulla carcassa dell’animale, sistemazione della carne con materiali litici,

cottura su fuoco con prove di affumicatura.

Pausa serale con interventi ed esplicazioni da parte degli Istruttori presenti degli argomenti prescelti aventi valore formativo.

2 Giorno:

Dopo colazione :

Attività di lavorazione della ceramica da fuoco, tecnologie costruttive con relativa cottura

Cuocere il cibo con l’argilla,

bollitura dell’acqua dentro la foglia di fico d’India

ricerca di piante commestibili.

Visita al Villaggio preistorico.

Area trappole, tecnologiecostruttive e impieghi

Pausa pranzo

Il tempo che rimarrà a disposizione dopo il pranzo, sarà utilizzato dagli Istruttori ospiti per le dimostrazioni formative previste da regolamento ( formazione Istruttori)

Corso intermedio Sibillini Survival

Sibillini Survival Intermedio
Il corso dura tre giorni, durante il corso verranno applicate le tecniche di survival in montagna.
Questo corso i partecipanti devono aver svolto almeno un corso base presso una scuola del Settore Survival CSEN.
Il corso inizia venerdì pomeriggio e termina domenica pomeriggio, durante lo stage verranno esaminati l’equipaggiamento, le piante che si possono utilizzare, le tecniche di orientamento senza bussola e mappa, varie tecniche di gestione del fuoco come quella a frizione, percussione, come si conservano i cibi, sistemi di realizzazione di attrezzi primitivi.
monte pizzuto
Monte Pizzuto

Corso Survival base Sibillini

Questo è un corso base di introduzione alle tecniche di survival e bushcraft.

Per chi è indicato questo corso: per animatori, guide escursionistiche ambientali, volontari protezione civile, croce rossa, soccorso alpino, insegnanti scienze naturali, formatori outdoor.

Programma: escursionismo, equipaggiamento, nozioni di orientamento, rifugi di emergenza, tecniche di gestione del fuoco, potabilizzazione acqua, segnalazioni per aeromobili di emergenza…

Durata 3 giorni, per chi vuole può iniziare sabato mattina.

Il corso è valido come credito formativo per il Settore Survival CSEN

 

Operatore survival-esame

E’ stato indetto la verifica per gli operatori del Settore Survival CSEN, requisiti di ammissione aver frequentato i corsi base, intermedio, avanzato.

Al termine dell’esame verrà rilasciato un diploma CSEN, con tale certificazione si può svolgere attività di animatore, aiuto istruttore, attività per le scuole, associazioni, enti.

Il titolo di operatore permette di partecipare al corso di formazione per istruttori di survival CSEN.

 

Corso Sibillini Survival svolto luglio 2017

E’ stato svolto nel mese di luglio il Sibillini Survival Basic, un corso basico di sopravvivenza a cui hanno partecipato ben 18 appassionati, durante il corso abbiamo insegnato a gestire un campo base, come approntare dei rifugi temporanei, provare a realizzare un arco e frecce in legno, utilizzare una razione k, muoversi nel territorio con una mappa e bussola, i ragazzi si sono comportati molto bene, riuscendo a superare tutte le prove assegnate, complimenti a tutto il gruppo.

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Corso di survival soft per neofiti

Si è svolto il 16 luglio nei pressi di Norcia (PG), il corso di survival soft, i ragazzi hanno svolto delle prove di orientamento tramite una piccola gara, imparando ad usare mappa e bussola, poi hanno svolto le prove di accensione del fuoco con acciarino; sono riusciti ad accendere il fuoco grazie al solo materiale naturale trovato sul posto, complimenti ai ragazzi, successivamente tramite uno spago ed un telo-poncho hanno approntato un rifugio di emergenza.

Falconeria e sopravvivenza

L’Unesco ha riconosciuto nel 2010 la falconeria, patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La richiesta era stata avanzata dalle seguenti nazioni: Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Corea, Mongolia, Marocco, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Siria ed Emirati Arabi Uniti e altre associazioni dei falconieri di diversi stati.

La falconeria classica è un antica tradizione venatoria, dove il falco veniva utilizzato per procacciarsi del cibo e quindi per sopravvivere, da qui il filo conduttore tra falconeria e sopravvivenza.

Essa ha origini antichissime sembra sugli altopiani delle steppe asiatiche circa 4000 anni fa.

Le tecniche di falconeria sono state tramandate per centinaia di generazioni, passando per il medioevo dove ha avuto il massimo splendore fino ai giorni nostri, forse è la forma di caccia più completa e difficile.

Bisogna conoscere il falco il suo comportamento, alimentazione, anatomia, malattie, bisogna quasi diventare empatici con esso, capire in anticipo di cosa ha bisogno, poi si studia il territorio, la tipologia di selvaggina, quindi si affrontano scienze interconnesse.

Riuscire a catturare una preda dopo ore e ore di lavoro di addestramento con il proprio rapace è una soddisfazione senza precedenti.

Per saperne di più sulla falconeria in generale: https://it.wikipedia.org/wiki/Falconeria

 

Guida su come Scegliere un Istruttore di Sopravvivenza.

Caro Lettore,

questa non vuole essere un elevazione delle doti e le conoscenze delle persone  Esperte che popolano il mondo dei survivalisti, escursionisti, preppers etc. anzi!

Ma dell’importanza di ciò che si fa come Istruttore.

L’istruttore dovrebbe essere colui che insegna  qualcosa che conosce in tutte le sue parti e le sue forme, e per conoscere bene degli argomenti e poterli insegnare ha bisogno di una grandissima esperienza.

In Italia delle volte, e per fortuna da parte di pochi, viene confusa la parola Esperienza con la parola Attestato. Purtroppo c’è da dire che un Attestato non fa l’Esperienza ma abilita alcune persone più portate a fare Esperienza per poi trasmetterla.  Ora, se le persone che raggiungono l’obbiettivo di avere un “Attestato” avessero un po’ di umiltà sarebbe qualcosa di eccezionale, perché le porterebbe a prepararsi per poter trasferire al meglio il loro sapere e lo farebbero in modo graduale. Invece dal momento che si raggiunge l’Agognato Attestato si diventa subito Super Bravi e si saltano quei passaggi fatti di accrescimento, conoscenza e preparazione vendendo da subito “prodotti” che non si conoscono e, dipende dalle attività svolte, mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone che si affidano ignari a questi personaggi.

Un po’ come se mettessimo un neo patentato in pista con una macchina da Formula 1 e gli chiedessimo di arrivare primo!

Voi lo fareste?

Ciò succede in tutti i Campi Sportivi e Non, anche nel Nostro Mondo….Purtroppo!

Negli ultimi anni la moda dell’Escursionismo e del Survival sta prendendo piede tra i fanatici che apprendono tecniche su internet o sui canali video e dopo essersi drogati di nozioni, si spacciano Istruttori di Sopravvivenza . Oppure ci sono Istruttori o Operatori del Survival che ricevuto il desiderato “Attestato” si sentono arrivati e iniziano percorsi formativi, sotto i fumi dell’esaltazione, che vanno oltre le loro competenze e capacità, senza avere l’umiltà di capire che un corso ti può formare tecnicamente, ma non ti formerà mai a pieno come può fare l’esperienza.

Oggi affidarsi a dei professionisti ci vuole poco, ma cadere nelle mani di imbonitori è molto più semplice…sta a quanto ci documentiamo prima di ogni esperienza e per documentarci abbiamo tanto a disposizione, partendo dai social network passando dai siti privati arriviamo al tam tam tra chi ha partecipato a corsi ed esperienze lasciando sui forum dei feedback oppure come testimonianza personale vi ha passato le informazioni. O molto più semplicemente contattando il Responsabile di una Federazione (accertatevi che sia riconosciuta) oppure di un Ente o Organizzazione (accertatevi che sia riconosciuta). Questi saprà indicarvi l’istruttore che più si addice alle vostre esigenze ma soprattutto darvi le informazioni sull’istruttore cui state decidendo di affidare la vostra voglia di avventura!

Non fatevi ingannare dall’età anagrafica della persona, potrebbe essere forviante. Non sempre gli anni di vita coincidono con gli anni di esperienza. Ci sono persone che nascono e crescono in realtà in cui le tecniche di sopravvivenza utilizzate fanno parte della vita di tutti i giorni. Altre che annoiate dalla Routine dell’Ufficio decidono a 40/50anni di scappare dalla Città e disintossicarsi dalla routine che li ha accompagnati facendo attività outdoor…

Cercate il contatto telefonico oltre a quello mail. La voce, il modo di parlare e come si propone può aiutarvi nella ricerca del vostro corso o della vostra scuola ideale. Dal tono capite se vi vuole ” vendere” un corso di sopravvivenza.

Ora tutto questo non vuol dire che gli Attestati non valgono a nulla, anzi!!!! Ma fare un Indagine sul Background di un Istruttore e poter valutare se stiamo facendo la cosa giusta aiuta anche noi del Mestiere a migliorarci e a far si che la credibilità di un vero professionista o di un organizzazione non sia lesa da imbonitori della rete!

 

 

 

 

L’importanza del Set Mentale del Combattente nel Survival

Il set mentale del combattente è qualcosa che abbiamo tutti. Malgrado si viva in un mondo civilizzato esso è presente nella parte più antica del cervello.

Per lunghissimo tempo siamo stati cacciatori e raccoglitori. Per lunghissimo tempo molto prima dell’allevamento e dell’agricoltura il nostro cervello si è adattato a sopravvivere ad un ambiente ostile sviluppando una mentalità da combattente. Questa parte estremamente antica del nostro cervello esiste ancora ed è il vero motore che guida il set mentale del combattente.

La parte arcaica del cervello

Puoi pensare alla parte arcaica del tuo cervello come ad un veterano di moltissime battaglie. Uno che, per intenderci, ha ben chiaro cosa voglia dire sopravvivere e combattere. Questa parte arcaica malgrado sia affiancata da parti più evolute del cervello e nascosta sotto coltri di schemi sociali appresi è ancora presente e tutt’ora comanda quando le cose si mettono male.

Con quanta velocità si scappa da un cane infuriato? Con quanta forza si è in grado di lottare quando si teme per la propria vita?

Quanto lo stimolo della fame influenza le tue scelte alimentari? Prova ad andare a fare la spesa quando sei affamato e scoprirai come il tuo carrello si riempie molto di più rispetto alle cose che avevi in progetto di prendere.

Questo veterano ha i suoi difetti. Come alcuni soldati giapponesi lasciati da soli in un’isola deserta, crede di essere ancora in guerra. Non distingue un’aggressione fisica da una verbale attuando gli stessi meccanismi di difesa (rilascio di ormoni per le reazioni di combattimento o fuga). Teme costantemente la carestia. Non solo la carestia alimentare ma il proprio rischio di rimanere a corto di qualsiasi bene utile. Lo sanno bene i pubblicitari che spingono a comprare gli ultimi pezzi disponibili a prezzo scontato.

Il set mentale del combattente ed il cervello arcaico.

Questa parte del cervello ha anche tantissimi pregi. E’ capace di portare a livelli inimmaginabili la tua resistenza, la tua reattività e la tua forza. Purtroppo nella vita moderna ha poche occasioni per farsi valere. Talvolta, per ironia della sorte, si attiva assolutamente fuori contesto. Ti è mai capitato di fare un salto scambiando un ramo per un serpente in campagna? Se vuoi saperne un’altra è sempre lui che si spaventa durante i film horror. Il cervello razionale sa che è tutta finzione. Lui invece ci crede davvero.

Per ottenere i pregi evitando i difetti occorre riconoscere di avere questa parte e risvegliarla. E’ quello che si fa quando si combatte per sopravvivere.  Allo stesso tempo è ciò che si stimola attraverso addestramenti sotto stress a superare situazioni critiche inaspettate e non programmate.

E’ ciò che si risveglia quando ci si deve adattare al freddo al caldo e alla fatica, reperire cibo e acqua, accendere un fuoco, costruire ed utilizzare un’arma per la difesa o per la caccia. Questo set mentale porta dal “Non ci riesco” al “posso farlo, so farlo”.

Non trasforma in super uomini.

Ci fa riconoscere semplicemente gli uomini e le donne che siamo davvero.

 

Scritto in collaborazione di Massimo Fenu, Responsabile della Krav Maga Global Italia.