Archivi categoria: Notizie

da incorporare con newsletter

Tasso verbasco

Sentiero n*11: tasso verbasco ( verbascum phlomoides),.
Il vebasco cresce generalmente negli incolti e zone abbandonate, ai bordi delle strade e nelle pietraie aride, fiorisce da maggio sino ad agosto.gli antichi romani oltre che apprezzarlo in medicina, ne arrotolavano le foglie verdi e lo utilizzavano come stoppaccino per le lucerne in terra cotta alimentate con olio di lentisco, infatti lo stoppaccino di verbasco una volta acceso assorbiva l’ olio della lucerna alimentando la fiamma per circa 20 giorni, infatti veniva chiamato candela regia o candelaria. La lanuggine delle foglie veniva recuperata e messa dentro le calzature per tenere caldi i piedi e favorire la circolazione. Durante i nostri corsi di sopravvivenza, lo stelo del verbasco viene utilizzato per accendere il fuoco con la tecnica del trapano a mano e la sua lanuggine é un ottima esca per accendere il fuoco. Nell’ottocento veniva utilizzato come tabacco da pipa oppure arrotolato a mo’ di sigaro e si fumava per curare l’asma, la tosse e le infiammazioni delle vie respiratorie. Oggi in erboristeria viene consigliato per curare : infiammazioni delle vie respiratorie, delle vie urinarie , gastrointestinali, emorroidi , infezioni della pelle e ferite. I fiori che si raccolgono tra luglio e agosto e si seccano all’ombra contengono : mucillaggini, saponine , flavonoidi ,acidi fenilcarbossilici, steroli e zuccheri. Una volta essiccati si possono utilizzare per preparare infusi e decotti” miracolosi”. Infine in antichità si attribuivano al verbasco proprietà magiche in grado di tener lontano streghe e spiriti maligni.

Autore Roberto Magazzini

Zaino di emergenza

Il telo che si utilizza molto spesso per la costruzione del rifugio di emergenza può essere un ottimo zaino per trasportare il nostro materiale. Si costruisce velocemente, basta avere una corda di 2/3 metri ad esempio. Così possiamo portare con noi ciò che ci occorre. Il telo in questo caso diventa un oggetto doppia funzione zaino-rifugio.

Tecniche e immagini tratte dal Corso base Survival- Istruttore Alessandro Mecci

Juniperus Communis

Sentiero n *12 : il ginepro ( juniperus communis).
Dal celtico juneprus ” aspro” in riferimento alle sue bacche. Queste bacche (galbuli), si formano dall’ unione delle squame dei coni femminili , e sono mature quando raggiungono un colore bluastro. L’abitat del ginepro spazia dalle fasce costiere fino alle pendici delle alpi con altitudini di anche 3700 m.s.l…
Sempre le bacche mature contengono: 30% di zuccheri , acido citrico, flavonoidi , tannini e resine nobili. In antichita durante le pestilenze si credeva che un sacchetto di bacche di ginepro atraccato al collo potesse essere efficace contro la morte nera. Al tempo degli egizi veniva utilizzato come diuretico e sudorifero. Oggi in erboristeria viene consigliato per : stimolare l’appetito , antisettico , antireumatico , balsamico , contro la cistite ,le affezioni delle vie respiratorie, ritenzione idrica, digestione difficile ecc.ecc.. inoltre viene utilizzato per aromatizzare liquori e distillati , e le sue bacche sono ottime per aromatizzare gran parte delle carni di cacciagione. Le bacche del ginepro impiegano 2-3 anni per maturare, e la raccolta va fatta da settembre a novembre, per preparare tisane si possono utilizzare fresche o secche . Inoltre sia con le bacche che con le foglie aghiformi si produce l’olio di ginepro, utilissimo per curare la cellulite , i disturbi di stomaco ,i dolori muscolari e la psoriasi. Nel periodo medievale il legno di ginepro veniva utilizzato per fabbricare torce da illuminazione, e ottimi archi da guerra stagionati sotto lo sterco di mucca per alcuni anni. Attualmente è uno dei legni più ricercati dagli scultori , e in alcune regioni è una pianta protetta.

Autore Roberto Magazzini

Corso di formazione allievi istruttori 2° modulo CSEN

Si è svolto in Umbria a Norcia il 2° modulo ( corso intermedio di survival) di formazione allievi istruttori survival CSEN presso la Sibillini Adventure ASD affiliata CSEN, durante il corso sono state esaminate le principali tecniche di orienteering, con mappa e bussola, sono stati esaminati le varie tipologie di potabilizzazione acqua e altre tecniche di archeologia sperimentale.

Il Settore Survival CSEN all’Università di Perugia

Si è svolto oggi l’incontro di presentazione del Corso per Operatori Survival Sportivo CSEN, presso la facoltà di Scienze Motorie all’Università di Perugia.

Docente dell’incontro il Referente Nazionale Giuseppe Fasulo, con la presenza del Presidente del Comitato Provinciale CSEN Giuliano Baiocchi; il Referente Nazionale ha illustrato il programma e le caratteristiche del corso, integrato da foto delle attività svolte fino ad ora dal Settore Nazionale Survival CSEN, numerosi gli studenti che hanno partecipato all’incontro.

 

La sopravvivenza in Italia….

La moda del momento sta creando Istruttori di sopravvivenza e scuole che vengono fuori come funghi, ma con altrettanta velocità scompaiono.

Per poter creare una scuola di sopravvivenza con degli istruttori in grado di poter insegnare, non è cosa facile! Anzi….per molte persone la sopravvivenza è fatta di accensione di un fuoco nei modi più visti ovunque. Ma così non è…la sopravvivenza è conoscenza.

Un istruttore è quella persona che del grande albero, che è la scienza della sopravvivenza, ne conosce gran parte dei rami! Ebbene si, la sopravvivenza va vista come se fosse un albero con tutti i suoi rami e le sue radici.

Ogni ramo è una specialità e tutte fanno riferimento ad un tronco e a tante radici che indicano l’esperienza acquisita negli anni e dalla storia che ha trasmesso un infinità di conoscenze.

Quindi non guardate soltanto l’istruttore come il mago del fuoco, bensì tutto l’insieme, le conoscenze ma soprattutto la capacità di trasmettere ed insegnare.

I nostri istruttori non sono soltanto “Istruttori di Sopravvivenza” , ma professionisti ed appassionati che per poter conoscere bene “i rami” si sono specializzati in tanti ambiti dell’outdoor, del combattimento e difesa personale, nella conoscenza della flora e la fauna locale, di tecniche antiche della tradizione contadina e pastorale, archeologia sperimentale, storia, lingue, meccanica e tanto altro….perché è questo che fa la differenza tra chi accende un fuoco e chi insegna come, dove e perché accenderlo. La conoscenza è ciò che forma una persona e la capacità di comunicazione e trasmissione si ha solo quando si conosce a menadito l’intero “albero” non solo qualche ramo…..

 

 

Corso Sibillini Survival svolto luglio 2017

E’ stato svolto nel mese di luglio il Sibillini Survival Basic, un corso basico di sopravvivenza a cui hanno partecipato ben 18 appassionati, durante il corso abbiamo insegnato a gestire un campo base, come approntare dei rifugi temporanei, provare a realizzare un arco e frecce in legno, utilizzare una razione k, muoversi nel territorio con una mappa e bussola, i ragazzi si sono comportati molto bene, riuscendo a superare tutte le prove assegnate, complimenti a tutto il gruppo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Corso di survival soft per neofiti

Si è svolto il 16 luglio nei pressi di Norcia (PG), il corso di survival soft, i ragazzi hanno svolto delle prove di orientamento tramite una piccola gara, imparando ad usare mappa e bussola, poi hanno svolto le prove di accensione del fuoco con acciarino; sono riusciti ad accendere il fuoco grazie al solo materiale naturale trovato sul posto, complimenti ai ragazzi, successivamente tramite uno spago ed un telo-poncho hanno approntato un rifugio di emergenza.