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Falconeria e sopravvivenza

L’Unesco ha riconosciuto nel 2010 la falconeria, patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La richiesta era stata avanzata dalle seguenti nazioni: Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Corea, Mongolia, Marocco, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Siria ed Emirati Arabi Uniti e altre associazioni dei falconieri di diversi stati.

La falconeria classica è un antica tradizione venatoria, dove il falco veniva utilizzato per procacciarsi del cibo e quindi per sopravvivere, da qui il filo conduttore tra falconeria e sopravvivenza.

Essa ha origini antichissime sembra sugli altopiani delle steppe asiatiche circa 4000 anni fa.

Le tecniche di falconeria sono state tramandate per centinaia di generazioni, passando per il medioevo dove ha avuto il massimo splendore fino ai giorni nostri, forse è la forma di caccia più completa e difficile.

Bisogna conoscere il falco il suo comportamento, alimentazione, anatomia, malattie, bisogna quasi diventare empatici con esso, capire in anticipo di cosa ha bisogno, poi si studia il territorio, la tipologia di selvaggina, quindi si affrontano scienze interconnesse.

Riuscire a catturare una preda dopo ore e ore di lavoro di addestramento con il proprio rapace è una soddisfazione senza precedenti.

Per saperne di più sulla falconeria in generale: https://it.wikipedia.org/wiki/Falconeria

 

Guida su come Scegliere un Istruttore di Sopravvivenza.

Caro Lettore,

questa non vuole essere un elevazione delle doti e le conoscenze delle persone  Esperte che popolano il mondo dei survivalisti, escursionisti, preppers etc. anzi!

Ma dell’importanza di ciò che si fa come Istruttore.

L’istruttore dovrebbe essere colui che insegna  qualcosa che conosce in tutte le sue parti e le sue forme, e per conoscere bene degli argomenti e poterli insegnare ha bisogno di una grandissima esperienza.

In Italia delle volte, e per fortuna da parte di pochi, viene confusa la parola Esperienza con la parola Attestato. Purtroppo c’è da dire che un Attestato non fa l’Esperienza ma abilita alcune persone più portate a fare Esperienza per poi trasmetterla.  Ora, se le persone che raggiungono l’obbiettivo di avere un “Attestato” avessero un po’ di umiltà sarebbe qualcosa di eccezionale, perché le porterebbe a prepararsi per poter trasferire al meglio il loro sapere e lo farebbero in modo graduale. Invece dal momento che si raggiunge l’Agognato Attestato si diventa subito Super Bravi e si saltano quei passaggi fatti di accrescimento, conoscenza e preparazione vendendo da subito “prodotti” che non si conoscono e, dipende dalle attività svolte, mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone che si affidano ignari a questi personaggi.

Un po’ come se mettessimo un neo patentato in pista con una macchina da Formula 1 e gli chiedessimo di arrivare primo!

Voi lo fareste?

Ciò succede in tutti i Campi Sportivi e Non, anche nel Nostro Mondo….Purtroppo!

Negli ultimi anni la moda dell’Escursionismo e del Survival sta prendendo piede tra i fanatici che apprendono tecniche su internet o sui canali video e dopo essersi drogati di nozioni, si spacciano Istruttori di Sopravvivenza . Oppure ci sono Istruttori o Operatori del Survival che ricevuto il desiderato “Attestato” si sentono arrivati e iniziano percorsi formativi, sotto i fumi dell’esaltazione, che vanno oltre le loro competenze e capacità, senza avere l’umiltà di capire che un corso ti può formare tecnicamente, ma non ti formerà mai a pieno come può fare l’esperienza.

Oggi affidarsi a dei professionisti ci vuole poco, ma cadere nelle mani di imbonitori è molto più semplice…sta a quanto ci documentiamo prima di ogni esperienza e per documentarci abbiamo tanto a disposizione, partendo dai social network passando dai siti privati arriviamo al tam tam tra chi ha partecipato a corsi ed esperienze lasciando sui forum dei feedback oppure come testimonianza personale vi ha passato le informazioni. O molto più semplicemente contattando il Responsabile di una Federazione (accertatevi che sia riconosciuta) oppure di un Ente o Organizzazione (accertatevi che sia riconosciuta). Questi saprà indicarvi l’istruttore che più si addice alle vostre esigenze ma soprattutto darvi le informazioni sull’istruttore cui state decidendo di affidare la vostra voglia di avventura!

Non fatevi ingannare dall’età anagrafica della persona, potrebbe essere forviante. Non sempre gli anni di vita coincidono con gli anni di esperienza. Ci sono persone che nascono e crescono in realtà in cui le tecniche di sopravvivenza utilizzate fanno parte della vita di tutti i giorni. Altre che annoiate dalla Routine dell’Ufficio decidono a 40/50anni di scappare dalla Città e disintossicarsi dalla routine che li ha accompagnati facendo attività outdoor…

Cercate il contatto telefonico oltre a quello mail. La voce, il modo di parlare e come si propone può aiutarvi nella ricerca del vostro corso o della vostra scuola ideale. Dal tono capite se vi vuole ” vendere” un corso di sopravvivenza.

Ora tutto questo non vuol dire che gli Attestati non valgono a nulla, anzi!!!! Ma fare un Indagine sul Background di un Istruttore e poter valutare se stiamo facendo la cosa giusta aiuta anche noi del Mestiere a migliorarci e a far si che la credibilità di un vero professionista o di un organizzazione non sia lesa da imbonitori della rete!

 

 

 

 

L’importanza del Set Mentale del Combattente nel Survival

Il set mentale del combattente è qualcosa che abbiamo tutti. Malgrado si viva in un mondo civilizzato esso è presente nella parte più antica del cervello.

Per lunghissimo tempo siamo stati cacciatori e raccoglitori. Per lunghissimo tempo molto prima dell’allevamento e dell’agricoltura il nostro cervello si è adattato a sopravvivere ad un ambiente ostile sviluppando una mentalità da combattente. Questa parte estremamente antica del nostro cervello esiste ancora ed è il vero motore che guida il set mentale del combattente.

La parte arcaica del cervello

Puoi pensare alla parte arcaica del tuo cervello come ad un veterano di moltissime battaglie. Uno che, per intenderci, ha ben chiaro cosa voglia dire sopravvivere e combattere. Questa parte arcaica malgrado sia affiancata da parti più evolute del cervello e nascosta sotto coltri di schemi sociali appresi è ancora presente e tutt’ora comanda quando le cose si mettono male.

Con quanta velocità si scappa da un cane infuriato? Con quanta forza si è in grado di lottare quando si teme per la propria vita?

Quanto lo stimolo della fame influenza le tue scelte alimentari? Prova ad andare a fare la spesa quando sei affamato e scoprirai come il tuo carrello si riempie molto di più rispetto alle cose che avevi in progetto di prendere.

Questo veterano ha i suoi difetti. Come alcuni soldati giapponesi lasciati da soli in un’isola deserta, crede di essere ancora in guerra. Non distingue un’aggressione fisica da una verbale attuando gli stessi meccanismi di difesa (rilascio di ormoni per le reazioni di combattimento o fuga). Teme costantemente la carestia. Non solo la carestia alimentare ma il proprio rischio di rimanere a corto di qualsiasi bene utile. Lo sanno bene i pubblicitari che spingono a comprare gli ultimi pezzi disponibili a prezzo scontato.

Il set mentale del combattente ed il cervello arcaico.

Questa parte del cervello ha anche tantissimi pregi. E’ capace di portare a livelli inimmaginabili la tua resistenza, la tua reattività e la tua forza. Purtroppo nella vita moderna ha poche occasioni per farsi valere. Talvolta, per ironia della sorte, si attiva assolutamente fuori contesto. Ti è mai capitato di fare un salto scambiando un ramo per un serpente in campagna? Se vuoi saperne un’altra è sempre lui che si spaventa durante i film horror. Il cervello razionale sa che è tutta finzione. Lui invece ci crede davvero.

Per ottenere i pregi evitando i difetti occorre riconoscere di avere questa parte e risvegliarla. E’ quello che si fa quando si combatte per sopravvivere.  Allo stesso tempo è ciò che si stimola attraverso addestramenti sotto stress a superare situazioni critiche inaspettate e non programmate.

E’ ciò che si risveglia quando ci si deve adattare al freddo al caldo e alla fatica, reperire cibo e acqua, accendere un fuoco, costruire ed utilizzare un’arma per la difesa o per la caccia. Questo set mentale porta dal “Non ci riesco” al “posso farlo, so farlo”.

Non trasforma in super uomini.

Ci fa riconoscere semplicemente gli uomini e le donne che siamo davvero.

 

Scritto in collaborazione di Massimo Fenu, Responsabile della Krav Maga Global Italia.

Stage di Sopravvivenza Urbana e Krav Maga

Il Settore Survival Sardegna in collaborazione con la Krav Maga Global Italia e con il Patrocinio del Comune di Sogliano al Rubicone, organizza uno stage di Sopravvivenza Urbana abbinato alle Tecniche di Difesa del Krav Maga. Non fatevi trovare impreparati! Vi aspettiamo il 4 ed il 5 Febbraio!!!!

Di seguito un breve estratto degli argomenti che verranno trattati durante l’intensivo di Krav Maga e Survival in contesto urbano.

Survival:

– Psicologia della Sopravvivenza e del Combattimento
– Tecniche di Trasporto Ferito (Non cosciente, Sotto choc e Non Vedente)
– Tecniche di Fuga da Prigionia
– Tecniche di Trasporto Ferito (Non cosciente, Sotto choc e Non Vedente)
– Tecniche di Fuga

Krav Maga:

1) Perché colpire e, se dobbiamo, perché colpire forte.

2) Quali armi naturali generano più potenza e come usarle tramite semplici esercizi.

3)  Difese istintive – difese elusive. Come difendersi anche se colti di sorpresa.

4)  La lotta. (La logica del controllo nell’aggressione – lottare per non lottare)

5)  Le tipologie di aggressione. Un modello per capire subito con chi si ha a che fare.

6) La minaccia di coltello. Logica della minaccia armata.

7) Le armi improvvisate. (Teoria: famiglia delle armi – riconoscerle e usarle)

 

Cos’è la Sopravvivenza Urbana?

Quando si parla di Sopravvivenza Urbana molti pensano a tutte le calamità naturali che stanno affliggendo il Nostro Centro Italia in questi ultimi mesi.

Ma sono tanti gli scenari che si presentano in una emergenza urbana e questi spaziano in complessità l’uno d’altro. Da pericoli dovuti al Genere Umano, quali: Rapina ( per Strada e in Casa), Tentativo di Stupro, Tentativo di Rapimento, Tentativo di Omicidio, Aggressione, Atti Terroristici, disastri ferroviari metropolitani, etc. Oppure di Origine Naturale come  Terremoti, Tsunami, Eruzioni Vulcaniche e varie Calamità Naturali.

Quella Urbana è una “Scienza” tra le più articolate e complesse, perché oltre alla tecnica e alla capacità si ha bisogno di approfondire molti aspetti, che generalmente non vengono contemplati nella sopravvivenza montana. Di seguito un elenco di alcuni argomenti che potrebbe tornare utile approfondire:

  • Combattimento e Difesa Personale
  • Uso di Corde e Nodi
  • NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico)
  • Parkour
  • Preparazione Atletica
  • Armi e Tiro
  • Chimica-Farmaceutica
  • Tecnologia
  • Botanica
  • Meccanica
  • Alimentazione

La preparazione di una persona che si presta a sopravvivere in un contesto urbano passa attraverso tutti questi e tanti altri argomenti che non ho inserito in elenco.

Non ho utilizzato il termine ” preparazione” a caso. Questo perché essere Preparato e Pronto è l’unica opportunità che avete per fare la differenza. E per fare la differenza bisogna prepararsi, allenarsi, studiare e addestrarsi!

Analizziamo gli argomenti in elenco e cerchiamo di capire assieme il Perché ho scelto di evidenziare tra i tanti argomenti proprio questi….

  • Combattimento e Difesa Personale: Sapersi difendere  vuol dire Sopravvivere, perché dietro ad ogni aggressione c’è sempre un pericolo che può degenerare, specie se non lo si sa gestire. Pensate alle rapine in casa dove i ladri per estorcere informazioni su casseforti, gioielli eccetera si accaniscono su persone indifese senza guardare l’età, il sesso o la condizione fisica. Ci sono Arti da Difesa come il Krav Maga che contemplano nella “Difesa Personale” la dissuasione al combattimento con il ragionamento e le parole nella ricerca di placcare animi e violenza verbale (De-Escalation). Se questo non basta allora si applicano tutte le tecniche utili a ridurre o eliminare una minaccia.
  • Uso di Corde e Nodi: Conoscere i principali Nodi è sempre utile per qualsiasi legatura, ma saper utilizzare le corde e abbinare questo utilizzo ad alcuni nodi semplici può fare la differenza, e non solo in montagna! In sopravvivenza urbana conoscere un “Nodo Inglese” può essere utile per unire due corde, ma anche due lenzuola per fuggire dal primo piano di una casa durante un incendio….ad esempio!
  • NBCR: Nucleare Biologico Chimico e Radiologico. Non si parla di attacchi Nucleari, per ora, ma l’allarme Biologico, Chimico e Radiologico è sempre dietro l’angolo, basti pensare a tutte le fabbriche che circondano le nostre città e a tutti gli additivi chimici che potrebbero sprigionare in caso di incidente, oppure a tutte le malattie sconosciute che si diffondono a macchia d’olio appena varcano i confini di qualche laboratorio o paese. Non serve avere una laurea, ma la giusta preparazione alla prevenzione!!!
  • Parkour e Preparazione Atletica: Avere una buon preparazione fisica e un po’ di Agilità abbinate ad un pò di tecnica e conoscenza possono fare la differenza in caso di fuga. Vi starete chiedendo fuga da cosa? Eccovi qualche esempio: Tentativo di Rapina, Tentativo di Aggressione o per essere più drastici, per raggiungere una via di fuga sicura in caso di Tsunami, Terremoto, Eruzione, Valanga e tanto altro….sicuramente avere un determinato allenamento alla resistenza e all’agilità possono aiutare sulle lunghe distanze e per affrontare ostacoli.
  • Armi e Tiro: Non bisogna essere dei cecchini, ma avere la conoscenza sull’utilizzo, ma soprattutto sulla sicurezza nel maneggio di un arma può essere qualcosa in più. Sapere come verificare se un arma è scarica, come si carica e si scarica, come si inserisce e si disinserisce la sicura, come si prende la mira e come si agisce sulla leva di sparo.
  •  Chimica e Farmaceutica: al giorno d’oggi quasi tutte le sostanze che abbiamo in casa sono composizioni chimiche che all’occorrenza possono tornare utili per mille utilizzi. Dall’accensione di un fuoco, alla disinfezione dell’acqua. Lo stesso vale con l’avere qualche nozione di farmaceutica, ad esempio mescolando permanganato di potassio e zucchero e frizionandoli si innesca un fuoco. Oppure torna utile per purificare l’acqua se utilizzato nelle giuste dosi…per questo avere un po’ di nozioni non guasta!
  • Tecnologia: Sapevate che con la batteria del vostro cellulare ed una carta di chewing gum potete accendere un fuoco? O che con la calamita della cassa acustica del vostro smartphone ed un ago potete realizzare una bussola? E questi sono tra gli esempi più semplici che potevo elencare. Così come è semplice, se la si impara, la comunicazione via radio e la trasmissione di segnali radio, magari utili per essere individuati e salvati!
  • Botanica: Negli anni la flora urbana è cambiata grazie anche all’importazione di specie vegetali importate da altri continenti. Palme, Banani, Kiwi, Eucalipto e tante altre specie, fanno parte, ormai, del nostro arredo urbano. Quindi perché, oltre alle piante endemiche, non studiare quelle importate nei secoli! E’ importante conoscere l’utilizzo, la commestibilità e se queste possono essere utilizzate come “medicinali”. Inoltre tra le cose da sapere c’è anche che grazie o a causa di queste piante, molti insetti hanno iniziato ad abitare le nostre città e molti di questi possono essere portatori di gravi malattie oppure possono aiutarci a sopravvivere. Un esempio della presenza di insetti arrivati da altri continenti  può essere la ” strage” di Palme dovuta dall’aggressione del Punteruolo Rosso (che in caso di emergenza può rivelarsi un buon alimento proteico).
  • Meccanica: Non basta saper guidare una macchina, una moto o una bicicletta per sopravvivere, ma conoscere le parti che la compongono può tornare utile per la costruzione di un arma o di un armatura, l’accensione di un fuoco, la costruzione di una zattera o di una barella. Utilizzare alcune parti per la costruzione di trappole come il cavo di una frizione o la molla di un cofano.  Conoscere l’ubicazione dei serbatoi di carburante e olio può servire per estrarre i liquidi per accendere un fuoco di segnalazione o per costruire una lampada o una torcia. Utilizzare gli specchietti retrovisori o i riflettenti dei fari per comunicazioni terra aria, terra terra e terra mare.
  • Alimentazione: Sapere quali alimenti possono dare energia è importante quanto sapere che l’acqua raccolta va sempre bollita e purificata. Abbiamo parlato del Punteruolo Rosso ma ci sono tanti altri insetti e piante che possono darci sostentamento.

Ciò che avete letto non vuole insegnare niente a nessuno, ma soltanto solleticare la curiosità di imparare, conoscere e apprendere. E, laddove, vogliate imparare, un consiglio è quello di affidarvi a dei professionisti che con il loro insegnamento e al Learning by doing possono darvi tanto mettendovi alla prova con degli scenari realistici e in completa sicurezza.

 

Daniele Facchino

Settore Sopravvivenza Sardegna

In caso di isolamento o black out

Per prepararsi in caso di previsto o possibile isolamento ci si può preparare attuando una serie di precauzioni che possono rendere la situazione molto più sicura e gestibile.

Di seguito troverete un elenco di materiali e azioni in grado di migliorare notevolmente la situazione per avere tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza di base, sia che siate in casa, in auto, o nella natura.

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  1. Fare scorte alimentari: zucchero, sale, olio, farina, caffè solubile o tè, frutta secca, biscotti, cioccolata, caramelle, alimenti in scatola (tonno, carne, pasta).
  2. Fare scorte per igiene e pulizia personale: dentifricio, sapone, disinfettanti, medicinali generici e personali, carta igienica.
  3. Fare scorte di acqua potabile.
  4. In casa: in caso di mancanza di energia elettrica, è possible usare camini e/o casa sotto la nevestufe utilizzando la legna, accertarsi che nell’abitazione dove accendete i fuochi per riscaldarvi sia sufficientemente ventilata per il ricambio di aria, per evitare di rimanere asfissiati o per intossicazione da ossido di carbonio.
  5. Indossate vestiti caldi o tutto quello che avete a disposizione per scaldarvi, le parti maggiormente esposte al congelamento sono il naso, orecchie, mani, piedi.
  6. Riposatevi e riducete al minimo ogni sforzo fisico.
  7. Avere a disposizione una radio AM/FM a batterie per essere aggiornati sulle condizioni meteo e gli avvisi della protezione civile.
  8. Avere a disposizione un celllulare con le batterie cariche al massimo, utilizzarlo solo per le emergenze, accendere il cellulare ad orari prestabiliti ad esempio ogno mezz’ora per 10 minuti, usare preferibilmente SMS per consumare meno batteria. Tenete il celllulare più vicino possibile al corpo in quanto con il freddo la batteria si scarica più rapidamente.
  9. Se vi trovate bloccati con il vostro autoveicolo: non addormentatevi con il motore acceso, non fate entrare i gas di scarico nell’auto, se non avete più carburante per scaldarvi copritevi con tutto quello che avete, fate in modo che la neve non vi seppellisca all’interno dell’automobile in quanto si potrebbe nevicata_in_macchinarimanere asfissiati, può essere utile avere nell’autoveicolo delle scorte di emergenza di cibo e acqua, una pala, torce a vento, fiammiferi, fischietto, pila frontale, guanti da lavoro, coperte, attrezzature da traino; sulle strade invernali utilizzare pneumatici termici e le  catene da neve quando servono.
  10. Imparate ad avere una mentalità di prevenzione delle emergenze, attraverso corsi specifici o enti preposti. Come ovviamente un corso di sopravvivenza presso le nostre scuole!!

L’uomo dei ghiacci

copertina l'uomo dei ghiacci

“L’uomo dei Ghiacci” a cura di Konrad Spindler – Edito da Pratiche Editrice.
Nel settembre del 1991, un sensazionale ritrovamento attira l’attenzione del mondo intero, Sulle Otztaler Alpen due escursionisti rinvengono il corpo di un uomo intrappolato in un ghiacciaio. Quell’uomo a cinquemila anni, è perfettamente integro e ha ancora con sè il suo equipaggiamento completo. Gli esperti scienziati ricostruiscono nei minimi dettagli la vita di un uomo che ha abitato questa terra nell’età della pietra.

News scuole – 22 agosto 2011

Notizie dalle scuole di sopravvivenza

Toscana

Giornata della Bonifica del mese di maggio 2011. Grande successo della giornata della bonifica organizzazta dal consorsio di bonifica alta maremma di Venturina in collaborazione con l’istruttore di sopravvivenza di Suvereto Roberto Magazzini e le scuole elementari di campiglia marittima.
Il tutto è cominciato giovedì mattina al guado dei forni sul fiume Cornia in quel di Suvereto dove i ragazzi sono arrivati scesi dal pulman, dopo un piccolo trekking di un paio di kmt. oltre alle maestre erono presenti una quarantina di bambini delle scuole e alcuni dipendenti del consorsi che curavano l’appoggio esterno ,come il dottor Lorenzo Rotelli e l’aiutante domenico De sisto. Roberto magazzini  ha subito spiegato nozioni di storia locale e informazioni sul fiume in base all’esperienza acquisita nelle sue tre risalite effettuate in tanti anni di trekking, poi ha fatto una dimostrazione di accenzione del fuoco con le pitre come l’uomo di Similaun , e il gruppo piccini compresi si è dedicato alla costruzione di una zattera realizzata con canne raccolte sulla sponda del fiume , tecniche di discesa del fiume a bordo di questo natante primitivo, percorrendo circa un kmt nelle acque del Cornia, alla fine della dimostrazione ,le classi si sono trasferite a valle visitando gli impianti di bonifica e hanno pranzato al risorante di Carbonifera tutti soddisfatti, come ci racconta il dottor Michele Sicurani ,che ha voluto fortemente questa giornata di studio per far conoscere anche ai più piccoli l’importanza del fiume e l’operato del consorsio che tutti  i giorno si batte per la salute del fiume e le zone paludose della nostra zona. Magazzini ci conferma il successo della manifestazione, era un pò di tempo che non realizzavo una zattera sul fiume, sono soddisfatto diaver divulgato le tecniche di survival e archeologia sperimentale ai più piccoli , e spero che seguiranno in futuro altre giornate di studio come questa dove i ragazzi possono apprendere cose sane ed ineressanti anche dietro casa ,valorizzando il nostro territorio che è la val di cornia.

Si è svolto a luglio del 2011, il corso di sopravvivenza in Toscana con la scuola Gli Albori di Roberto Chessa e l’istruttore Roberto Magazzini a Campagnatico in provincia di Grosseto presso il centro di archeologia sperimentale del Granaioni, i partecipanti 7 in tutto, tra top manager e imprenditori del nord italia si sono calati in una full immersion di tre giorni particolarmente intensa,il breafing è avvenuto giovedi 17 giugno passato all’agriturismo gli Albori dove i due istruttori hanno illustrato il programma agli allievi.
La mattina seguente sveglia alle 5.00 e trasferimento sul promontorio dell’ Argentario dove in località Isola Rossa il gruppo a iniziato a costruire il campo,illustrando le tecniche di sopravvivenza simulando l’isola deserta.
Qui è stata fondamentale l’esperienza di Roberto Magazzini che partecipò nel 1987 e 1988 sulle isole di Cerboli e Serpentara a questo tipo di gara , infatti Magazzini ha insegnato agli allievi come si desalinizza l’acqua del mare, facendola bollire in una lattina di metallo e facendola raffreddare in una condotta realizzata con una canna forata più piccola, poi il distillatore solare,e il fico degli ottentotti spremuto a mano, nel frattempo Riccardo Chessa ha insegnato a pescare con le fiocine costruite con i rami recuperati nel bosco. Lezioni di orientamento, psicologia del survival e alla sera tutti intorno al fuoco a mangiare il pescato del giorno, foglie di finocchio di mare e more di gelso. Al calar delle tenebre Magazzini ha tenuto una lezione sulle stelle.
Al mattino trasferimento a Campagnatico nel torrente delle Melacce e quì gli allievi hanno imparato nozioni di piante commestibili, costruzione zattere, ripari di fotuna, tecniche di accensione del fuoco e ancora scheggiatura della selce e diaspri raccolti lungo il greto del fiume.
Alla sera gli allievi hanno mangiato tutto il cibo raccolto durante il giorno, al mattino trasferimento all’agriturismo degli Albori dove i due istruttori hanno insegnato a tirare e fabbricare archi e frecce, poi pranzo conclusivo e consegna dei diplomi di partecipazione con  grande soddisfazione dei partecipanti.


Umbria
Si è svolto im Umbria il corso di fine luglio 2011, dove un gruppo di escursionisti, hanno imparato le prime tecniche di orientamento utilizzando la cartina e la bussola elementi fondamentali per orientarsi con la strumentazione, diverse tipologie di potabilizzazione dell’acqua, l’importanza dei nodi, costruzione e allestimento dei rifugi con materiali naturali, nei quali hanno successivamente passato la notte, riconoscimento e utilizzo di piante commestibili della zona,  costruzione di passaggi in corde orizzontali, costruzione di armi primitive tra cui l’arco storico ricavato da un pezzo di legno unico. Le foto sono del survivalista Vittorio Arenella.