Roberto Magazzini istruttore


  • Super Trekking in Toscana della Via dei Castelli e dell’allume di Roberto Magazzini (istruttore di sopravvienza CSEN) e il survivalsita Francesco Bertolini i primi di Maggio 2011, sono riusciti a superare la barriera dei km 100 in un giorno, percorrendone addirittura km 112.

    L’escursione è iniziata alle 06.00 di sabato mattina da Torre Mozza in Toscana. I partecipanti sono partiti con uno zaino di 12 kg e i bastoncini da nordic walking, sapendo che sarebbe sto il giorno più lungo, subito anno affrontato la salita al Castello di Vignale tra olivete secolari e mucche chianine al pascolo e viteliini , una volta arrivati al sito archeologico alto medievale con uno stupendo panorama sull’arcipelago toscano, emulando le gesta degli antichi soldati medievali che controllavano il mare dai pirati saraceni si sono diretti verso poggio vacca scendendo alle pendici ddel crino di san romano, quì è iniziato il primo gran premio della montagna ci dice magazzini, salendo in 2kmt fino a quota 330mt con una salità infernale, giunti in cima siamo discesi verso il castello di Casalappi che nell’alto medioevo èra una fattoria fortificata, e dopo ci siamo diretti al castello di San Lorenzo che controllava tutta la Val di cornia che tramite segnali di fumo e fuoco metteva in allerta le popolazioni dell’entroterra dal pericolo proveniente dal mare.

    Dopo una breve pausa siamo ripartiti alla volta della torre della castellaccia e abbiamo imboccato la valle del torrente milia documentando i ponti del’antica via ferroviaria che da Montebamboli portava il carbone a Torre Mozza.
    Breve rinfrescata nelle acque del torrente e via affrontando la salita che ci ha portato ai ruderi del castell di Campetroso con un altra salita spacca gambe.
    Francesco bertolini ci racconta che: siamo partiti come al solito troppo forte infatti cè stato un piccolo diverbio con Roberto che quando vede la salita parte a razzo come il grimpeur più esasperato, naturalmente abbiamo rallentato e siamo arrivatri sopra il Frassine scendendo il sentiero che ci ha portato al ponte militare sul fiume Cornia.
    Siamo ripartiti verso i verdeti sotto un sole cuocente e una salita veramente dura che dopo alcuni chilometri ci ha fatto scoprire il versante di Monteverdi e i ruderi dell’abbazia di San Pietro in Palazzuolo, che abbiamo raggiunto alle 14.00 guadando il torrente Masserella, attraversando sentieri strettissimi e boschi di ginepro davvero urticanti.
    All’abbazia costruita dan San Walfredo della gherardesca nel 754 d.c abbiamo mangiato e documentando i ruderi sotto un sole maledettamente caldissimo.
    Quì abbiamo dato agio alle ultime scorte d’acqua e senza un goccio siamo ripartiti avendo percorso quasi 70 chilometri, scendendo verso il torrente Masserella dove abbiamo riempito le bottiglie di plastica legandole dietro lo zaino.
    Roberto Magazzini ci spiega che esponendo l’acqua ai raggi ultraviletti del sole per un ora, gran parte degli agenti patogeni presenti nell’acqua di fiume si annullano e l’acqua è quasi potabile.
    Ancora la salita verso i verdeti con boschi di quercie e pini d’Aleppo ha accompagnato i due escursionisti in vista del santuario del Frassine, dove i dual survival anno sostato e si sono concessi un caffè al bar.
    Da lì in queste terre ricche di storia continua Bertolini siamo arrivati in cima al podere delle Stallette con salite ripidissime e ci siamo girati indietro pensando a quanta strada abbiamo fatto, ammirando la piana del Frassine e l’ansa del fiume Cornia, dove un tempo il duca longobardo veniva da Lucca a rifocillarsi alle terme e a cacciare la selvaggina.
    Breve riposo e via ancora verso i boschi del Vascugnano che sono fitti ed inpenetrabili e dove Roberto ci spiega che è facilissimo perdersi sopratutto con l’arrivo dell’oscurità che sembrava avvolgerci.
    Abbiamo guadagnato il guado sul torrente Milia quasi al buio e affrontato la salita durissima che ci a portato a Montebamboli , quì ancora una volta sono stato richiamato da Francesco per l’andatura , ma ormai l’adrtenalina stava mitigando la stanchezza.
    Giunti a Montebamboli ci spiega Francesco: ormai praticamente avvolti dalle tenebre, abbiamo mangiato tutto quello che ci era rimasto , acceso le torce elettriche e siamo scesi dal sentiero delle Scopaiacce verso Montioni con il percorso caratterizzato da tanti saliscendi, che vi assicuro percorrerlo di notte è veramente difficile, e quì l’esperienza di Roberto mi ha veramente rassicurato, dopo circa 20kmt percorsi a buio alle 22.10 siamo arrivati a Montioni , distrutti, pieni di foglie e rovi per lo stupore degli abitanti del piccolo borgo che alla vista dei due escursionisti sono rimasti veramente impressionati, facendo un sacco di domande ai dual survival che erono veramente cotti.
    Francesco ci spiega che è stata l’escursione più lunga mai fatta prima e che ci ha veramente guardato in ghigna, mettendoci a dura prova sia da un punto di vista fisico che psicologico, infatti quando non vedi mai la fine e arriva il buio anche 2 persone esperte come noi incominciano a dare dei segni di cedimento.
    Roberto è soddisfattissimo dell’avventura anche se abbiamo dovuto allungare il percorso , infatti i kmt preventivati erono 105, per evitare di vagare al buio nei boschi di Vascugnano abbiamo preferito scendere un sentiero sicuro portando l’escursione a 112 kmt, fatti in 16 ore e 5 minuti tenendo una media di 7kmt orari che per un percorso saliscendi come questo è veramente stratosferica!!! Siamo stati recuperati da Tania Galletti che ci ha riportato a casa, consapevoli di aver portato a termine l’avventura più lunga mai tentata, dura e massacrante da guinness dei primati.
    Ora dopo il meritato riposo, ci godiamo il programma che abbiamo realizzato con TV9 “natura in corso” dove in 10  puntate insegneremo tutte le tecniche della vita all’aria aperta. Prossima avventura,ripercorreremo la via dei cavalleggeri dal Forte di Bibbona fino a Castiglion della Pescaia, i kmt saranno quasi 150 e la faremo forse a metà giugno quando le giornate saranno allungate!

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